Saras rinvia l’assemblea pubblica al 20 aprile. Teme il confronto?

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La gestione dell’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale relativa al Progetto Eleonora da parte di Saras S.p.A. rasenta i limiti del ridicolo e suscita viva preoccupazione tra i cittadini di tutti i comuni interessati.

Ci si aspetta che essendo stata sottoposta a V.I.A. ad Aprile del 2012, a distanza di 11 mesi Saras S.p.A. debba essere in grado di entrare in tale istanza senza dare l’idea di essere una società che deve ricalibrare il tiro sulla data stabilita e pubblicizzata di un’assemblea pubblica alla quale è stata invitata la popolazione intera, senza dover costringere gli Uffici competenti a dover far ripartire da zero l’iter autorizzativo e senza nuovamente dare motivo di pensare che non si conosca in maniera approfondita la procedura istituzionale.

Il responsabile del Progetto Eleonora sostiene che i termini della procedura di V.I.A. non sarebbero ancora partiti e che l’assemblea fissata per il 13 aprile verrà rinviata non essendo obbligatoriamente prevista dalla legge. A sentire la loro voce pare che il confronto pubblico sia una gentile concessione da parte dell’azienda milanese nei confronti dei cittadini di Arborea.

Partiamo da un fatto certo: l’istruttoria pubblica è obbligatoria per legge, se i dirigenti non si sono studiati le carte possiamo aiutarli noi. Citiamo dall’ Art.8 Allegato A della Delibera della Giunta Regionale 34/33 del 07.08.2012il Proponente provvede, a sua cura e spese, alla presentazione al pubblico del progetto e dello SIA, secondo le modalità concordate con il Servizio SAVI. L’ avviso di presentazione al pubblico, da pubblicizzare mediante affissione presso l’Albo Pretorio del/i Comune/i interessato/i, dovrà contenere le informazioni riportate nel seguente schema; ulteriori forme di pubblicità dovranno essere concordate con il servizio SAVI”.

Attendiamo ora una comunicazione ufficiale del SAVI perché riteniamo che non possa essere un proponente privato a dare informazioni relative agli iter gestiti dagli uffici pubblici della Regione.

Saras continua inoltre a ripetere di aver stravolto il progetto iniziale seguendo le indicazioni dei cittadini. Ma questo non è un atto di cui andare fieri: il progetto iniziale era talmente carente e superficiale che persino dei semplici cittadini non avvezzi alle tecniche di trivellazione si sono potuti rendere conto di quanto fosse scadente. E le stesse indicazioni emergono dalla prima analisi effettuata sullo Studio depositato il 13 marzo, assolutamente incompleto e che ci fa pensare che gli esperti Saras debbano prendere numerose ripetizioni in materia di tutela ambientale e del territorio.

Rimarchiamo inoltre come la Saras stessa parli di “atti compensativi” per i cittadini di Arborea, ammettendo pubblicamente per la prima volta la presenza di danni irreversibili per il territorio e per la comunità di Arborea.

Un atto compensativo arriva sempre in seguito alla privazione di qualcosa che prima apparteneva alla comunità. Di cosa intendono privarci? Delle falde acquifere? Della natura di S’Ena Arrubia? Della nostra salute? Del nostro futuro?

Non ci riteniamo assolutamente tranquillizzati dalle dichiarazioni dei dirigenti, ma anzi siamo ancor più preoccupati dalla possibilità che chi gestisce in questo modo la procedura di V.I.A. possa poi avere la possibilità di realizzare una perforazione di 3000 metri a distanza di soli 400 metri dalle prime case abitate.

Il rinvio da parte della Saras dell’assemblea pubblica al 20 aprile suona dunque come la necessità di prender tempo, sia per rimediare agli errori fin qui commessi, sia per mascherare il pressapochismo e la totale superficialità con cui sino ad oggi hanno operato.

Evidentemente non si aspettavano una risposta così ampia da parte di tutti i cittadini sardi che hanno fatto loro la battaglia dei cittadini di Arborea.

Ma non si preoccupino, potranno rinviare di una, due o dieci settimane. Noi saremo sempre pronti a ribadire il nostro NO, in tutte le sedi e in ogni angolo della Sardegna.

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Una risposta a “Saras rinvia l’assemblea pubblica al 20 aprile. Teme il confronto?

  1. COME RICONOSCERE CHI STA DALLA PARTE DEL POPOLO VERAMENTE, E CHI CI STA SOLTANTO A PAROLE

    MARIO DIANA

    Diana ritiene l’iniziativa della Saras “un’occasione importante” per affrancare l’Isola dalla dipendenza energetica. Il consigliere regionale si rimette alla valutazione di impatto ambientale della Regione. (http://www.linkoristano.it/prima-categoria/2013/03/26/mario-diana-voce-fuori-dal-coro-si-al-piano-saras-per-arborea/)

    È evidente che lui è favorevole, non muoverà un dito, si affiderà ai risultati della VIA.

    GUIDO TENDAS

    Dice “Prima di dire di no alla Saras, vorrei vedere cosa mi dice la Via”.
    L’assenza del Comune di Oristano si era notata anche alla recente assemblea di Arborea: c’erano i Comuni del Terralbese, ma anche Cabras e Solarussa, tanto per citarne due che si trovano decisamente più distanti rispetto a Oristano dall’area dove dovrebbe essere realizzato il pozzo. «Non ho partecipato perché il Comune di Oristano non è stato invitato. Né da Arborea né dalla Provincia. Solitamente non vado in un posto senza essere invitato».
    Tendas prosegue: «So che i capigruppo hanno cominciato a discuterne, ma ancora non c’è stata una decisione. Quando ci sarà, ci esprimeremo».

    Anche lui si affida ai risultati della VIA.
    Non c’era bisogno di essere invitati. Se fossi il sindaco di Oristano sarei andato orgogliosamente e in pompa magna addirittura. Non solo, avrei portato i consiglieri comunali, e in più avrei cercato di stanare quei consiglieri comunali che non avrebbero voluto partecipare. Del progetto se ne discute da molti mesi ormai, non c’è bisogno di inviti. Spero che qualche consigliere comunale di Oristano abbia partecipato all’Assemblea, altrimenti sarebbe un’assenza pesante e grave.
    Gravissimo che Tendas affermi che i capigruppo ne stiano ancora discutendo, ammesso che ci sia qualcosa su cui discutere, e che dica che non c’è ancora una decisione. A parte il ritardo su una decisione da prendere su qualcosa di cui si parla da MESI, ma è grave che ci sia pure un’alternativa possibile in merito alla decisione, alternativa che non dovrebbe esserci minimamente, bisognerebbe essere uniti tutti dal principio su un’unica decisione ammissibile, è già tardi.

    LA NEW ENTRY: GIAN VALERIO SANNA

    Dal sito di Sanna, ecco il suo pensiero (http://www.gianvaleriosanna.it/articoli_dettaglio.asp?ID=4897).
    Progetto Eleonora: aspettiamo la valutazione ambientale, lo dice la legge
    11/04/2013
    Una parte del Pd, quella della deleteria segreteria di Gianni Sanna, ha detto no al Progetto Eleonora proposto dalla Saras a prescindere dalla valutazione di impatto ambientale. Una posizione questa alquanto radicale che non viene condivisa però dal resto del Partito e da altre parti politiche, come i Riformatori. Il documento approvato dalla minoranza del Pd, nel corso della direzione provinciale, non è piaciuto al consigliere regionale Gian Valerio Sanna che lo ha contestato: “In questo modo si avvalla solo l’iniziativa popolare ma si mette in difficoltà il Partito che un domani, se sarà al governo, sarà chiamato a far rispettare le leggi”, – ha dichiarato Gian Valerio Sanna in un’intervista rilasciata all’emittente oristanese Radio Cuore. Più volte ho espresso dubbi sulle trivellazioni per la ricerca del metano avanzate dalla Saras, ma ho anche invitato il mio partito e anche le altre forze politiche ad una maggiore prudenza. Voglio ricordare che ci troviamo di fronte prima di tutto ad una fase legislativa che prevede la valutazione di impatto ambientale – ha osservato Gian Valerio Sanna – un atto dovuto dal punto di vista legale e nel rispetto delle normative di legge, a tutela sempre del territorio. Solo una volta che sarà noto il risultato di questa valutazione, un partito che si dice di governo, avrà la facoltà di esprimersi nel merito. Solo dopo potrà farlo con chiarezza e non prima solo per questioni di parte”. Più che chiara quindi la posizione dell’ex assessore regionale, padre del Piano Paesaggistico, sulla vicenda strumentalizzata purtroppo soprattutto da pseudo ambientalisti. C’è da chiedersi infatti come mai sino ad oggi queste persone, una sparuta minoranza, non hanno combattuto per esempio la battaglia per il risanamento ambientale dell’ero Comprensorio di Arborea, devastato come tutti sanno dai nitrati? E’ risaputo da tutti che le zone umide presenti anche nel territorio di Arborea hanno un delicato habitat e sono protette dalle normative Europee, ma prima di sparare sul mucchio abbiamo il dovere di ascoltare i tecnici.

    Rivediamo bene:
    “In questo modo si avvalla solo l’iniziativa popolare ma si mette in difficoltà il Partito che un domani, se sarà al governo, sarà chiamato a far rispettare le leggi”. Si avvalla SOLO l’iniziativa popolare???SOLO???cos’altro conta di più?
    “Voglio ricordare che ci troviamo di fronte prima di tutto ad una fase legislativa che prevede la valutazione di impatto ambientale, un atto dovuto dal punto di vista legale e nel rispetto delle normative di legge, a tutela sempre del territorio. Solo una volta che sarà noto il risultato di questa valutazione, un partito che si dice di governo, avrà la facoltà di esprimersi nel merito. Solo dopo potrà farlo con chiarezza e non prima solo per questioni di parte”. Quindi anche lui attende i risultati della VIA, sottolineando che agire ora significherebbe agire PER QUESTIONI DI PARTE, perché questo intende lui per difendere la volontà popolare della popolazione locale, per lui vuol dire difendere una QUESTIONE DI PARTE.
    “sulla vicenda strumentalizzata purtroppo soprattutto da pseudo ambientalisti.” QUESTO è IL MASSIMO. PSEUDOAMBIENTALISTI. Persone che lavorano, hanno una vita piena di impegni, che si fanno il mazzo per trovare il tempo di leggere le carte e studiare la questione, diventano PSEUDOAMBIENTALISTI, laddove abbiamo politici regionali che per professione dovrebbero farlo, ed invece sentenziano contro il popolo che dovrebbero rappresentare e difendere. UNA COSA INCREDIBILE.

    Ma il prudente Gian Valerio, guardate cosa dice qui (http://www.gianvaleriosanna.it/articoli_dettaglio.asp?ID=4878)
    Giustamente, si indigna per il piano di investimenti del Qatar in Costa Smeralda. E giustamente dice che Cappellacci avrebbe in mente leggi per permettere di costruire in lungo e in largo.
    Ah, ecco, quando Cappellacci vuole fare le leggi per distruggere le coste sarde allora Gian Valerio subito si scaglia contro di lui, quando però c’è la VIA per il progetto della Saras allora bisogna essere pazienti. Com’è questa cosa? O Cappellacci è un mascalzone perché utilizza uno strumento di legge per fini poco nobili e contro la volontà del popolo sardo, e allora anche lo strumento della VIA può perfettamente essere manipolato nei risultati dato che chi dà l’ok definitivo sta in REGIONE, oppure sia Cappellacci che chi fa la VIA in Regione sono persone oneste senza se e senza ma. Come la mettiamo?
    QUESTO è IL NOCCIOLO DELLA QUESTIONE. LA VIA Può ESSERE MANIPOLATA NEI RISULTATI? QUANTI INTERESSI CI SONO TRA SARAS E POLITICI IN REGIONE? Non dico che Sanna sia in malafede,non dico questo, ma ho il diritto di pensare che sia un INGENUO quantomeno. La politica, anche in Regione, è a contatto con grossi interessi che fanno pressione, come ovunque purtroppo, persino nei piccoli comuni, OVUNQUE. Sta a chi è di animo nobile ed onesto vigilare e denunciare, anche senza accontentarsi di ciò che prevede la legge, perché la legge prevede la VIA, ma non prevede che chi gestisce la VIA sia onesto e leale.

    ATTILIO DEDONI

    È il capogruppo dei Riformatori in Consiglio regionale. Anche lui in una dichiarazione resa a Radio Cuore ha fatto riferimento alla necessità di avere in mano i risultati della valutazione di impatto ambientale sul Progetto Eleonora. Un altro big in Regione che attende i risultati. È pure capogruppo dei Riformatori. Diana è capogruppo anch’egli, per cui si presume che tutti i consiglieri del suo gruppo la pensino come Diana. E siamo già a 2 capogruppo che non muovono un dito.

    LA DIOCESI DI ORISTANO

    Nel titolo dell’Unione Sarda dell’articolo c’è scritto:

    Pozzi Saras, parla la Chiesa: “i benefici vadano ai sardi”

    Leggendo l’articolo però, si notano le riserve della Diocesi. Dal titolo il lettore è indotto a pensare che la Diocesi sia favorevole purchè i benefici vadano al popolo, ma leggendo l’articolo ciò non è evidente. Nella parte in cui si parla di Benefici, la Diocesi nel parlare di risorse del suolo pare intendere i doni della natura e dell’ambiente, non il metano. Quindi il titolo a me pare pura DISINFORMAZIONE, dato che la gente si ferma spesso a leggere i titoli.
    Anche se è vero che pure la Diocesi attende i risultati della VIA, e ciò non lo condivido affatto, anzi, sono proprio contrario a questo.

    LA COSA MIGLIORE DA FARE, SECONDO ME, OLTRE A STUDIARE LE CARTE CHE OVVIAMENTE è LA COSA PRICIPALE, è INDAGARE SE VI SIANO STATI CASI IN CUI I RISULTATI DELLA VIA SIANO STATI MANIPOLATI E SI SIA REALIZZATO UN PROGETTO CHE POI HA DANNEGGIATO E INQUINATO IL TERRITORIO. IL FATTORE DELL’”ESEMPIO” è UN FATTORE AGGREGATIVO MOLTO FORTE, IL “PRECEDENTE STORICO” è DAVVERO IMPORTANTE.
    IO CREDO CHE VI SIANO STATI PROGETTI DANNOSI PUR AVENDO SUPERATO POSITIVAMENTE LA VIA, E CREDO VI SIANO ANCHE PROCESSI PENALI O CONDANNE PER MANIPOLAZIONE DEI RISULTATI. BISOGNEREBBE INDAGARE BENE SU EVENTI IN ITALIA DI QUESTO GENERE. È UN’ARMA MOLTO IMPORTANTE PER CONTRASTARE CERTI GRUPPI POTERE E DI AFFARI DAVVERO FORTISSIMI.

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