perché no

PER L’AMBIENTE: l’area di trivellazione rientra all’interno della zona protetta dello Stagno di S’Ena Arrubia, tutelata da convenzioni internazionali. Una zona riconosciuta a livello europeo tra le più interessanti per la tutela dell’avifauna e della biodiversità. Il principale rischio a livello ambientale, oltre alla compromissione dell’area di S’Ena Arrubia, è quello della contaminazione delle falde acquifere e della contaminazione dei terreni.

PER LA POPOLAZIONE: non esistono impianti di trivellazione che si possano definire “a rischio zero”. È delle scorse settimane la notizia dell’esplosione di una piattaforma per l’estrazione di gas di proprietà della Total, nel Mare del Nord. Ma il rischio principale per la salute dell’uomo è quello della possibile fuoriuscita di idrogeno solforato, un gas altamente tossico che si trova sempre all’interno dei giacimenti di idrocarburi. A questo vanno aggiunte le emissioni giornaliere in atmosfera dovute all’attività estrattiva:

• idrocarburi incombusti: 2,6 kg;
• monossido di carbonio: 26 kg;
• ossidi di azoto: 325 kg;
• biossido di zolfo: 45 kg;
• particolato (PTS): 8, 45 jg

(Fonte: Studio Preliminare Ambientale Saras s.p.a)

Le prime case a ridosso del Pozzo Eleonora01-Dir distano appena 400 metri.

PER L’ECONOMIA: eventuali danni all’ambiente si ripercuoterebbero automaticamente sull’economia di Arborea, da sempre basata su agricoltura e allevamento. Una minima contaminazione delle falde acquifere comprometterebbe irrimediabilmente la stabilità del nostro sistema economico, mettendo in ginocchio centinaia di famiglie. L’economia di Arborea è basata da ormai ottant’anni sull’agricoltura e sull’allevamento di qualità. Ad Arborea hanno sede la Cooperativa Produttori Agricoli e la Cooperativa LatteArborea, che produce il 98% del latte vaccino sardo, coinvolgendo circa 200 aziende per un totale ci 30mila capi bovini. L’installazione di un pozzo per l’estrazione di idrocarburi è totalmente in contrasto con la nostra storia e la nostra economia.

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