IL DECRETO “SBLOCCA ITALIA” E IL PROGETTO ELEONORA

È ormai chiaro che il decreto “SbloccaItalia” rappresenti un chiaro tentativo di trasformare il territorio italiano in una enorme gruviera, in perfetta continuità con la Strategia Energetica Nazionale del Governo Monti e il decreto Destinazione Italia del Governo Letta. Ma se i sardi vogliono davvero evitare di ritrovarsi le trivelle in casa devono avere un quadro chiaro della situazione in cui ci troviamo.

Non sarà di certo il Governo Renzi ad ascoltare le richieste dei cittadini, lo dimostra chiaramente il caso del gasdotto TAP e del Progetto “Tempa Rossa” dove il parere negativo della Regione Puglia, del Comune di Taranto e dell’intera cittadinanza espresso tramite un referendum comunale è stato deliberatamente scavalcato dal Ministero dell’Ambiente.

Per quanto riguarda la Sardegna il tratto più preoccupante è rappresentato dagli articoli relativi alla ricerca di idrocarburi che, se venissero approvati alla lettera, esautorerebbero le competenze delle Regioni per avocarle al Ministero dell’Ambiente in nome “dell’interesse nazionale”, con la richiesta esplicita di inviare entro 90 giorni la documentazione dei titoli vigenti e delle istruttorie in corso al Ministero dell’Ambiente.

Se si accettasse questo svuotamento di competenze, il Governo nazionale potrebbe superare di imperio i vincoli regionali, a partire dal Piano Paesaggistico, e permettere progetti di trivellazione in deroga a tutte le norme di salvaguardia e tutela delle coste e dell’ambiente.

L’Assessore all’Ambiente Spano ha garantito il rispetto dell’ambiente e l’inflessibilità nei confronti delle lobby. Al di là delle dichiarazioni generiche rimane un problema di fondo: non esistono, al momento, atti ufficiali della Giunta regionale che dichiarano la contrarietà ai progetti di trivellazione previsti nell’isola, sia a terra che a mare. Non esistono nemmeno chiare e nette posizioni politiche da parte dei gruppi consiliari: cosa pensano i vari partiti del Decreto “Sblocca Italia” e della perdita di sovranità in campo energetico? Fino a oggi, chiamata ad esprimere un parere – come nel caso del permesso di prospezione al largo delle coste sarde presentato dalla Schlumberger S.p.A. – la Regione Sardegna ha fatto scena muta.

Ma in questo momento il vero rischio per la Sardegna è rappresentato dal Progetto Eleonora presentato da Saras S.p.A., il cui iter burocratico è ormai in fase di conclusione e si appresta a portare al giudizio finale. È questo il vero banco di prova per la politica sarda sul tema delle trivellazioni. Ad oggi infatti siamo ancora in attesa di scoprire se la presunta incompatibilità con il PPR del Progetto Eleonora che sarebbe emersa durante la conferenza dei servizi del 29 luglio può comportare o meno la bocciatura del Progetto.

Se si volesse davvero ragionare senza pregiudizi e nel rispetto degli interessi dei sardi esiste una sola strada: la Regione Sardegna mantenga ogni prerogativa sui procedimenti in corso di Valutazione di Impatto Ambientale e porti in Consiglio una Proposta di Legge che permetta di congelare tutti i permessi di ricerca, sia per idrocarburi che per geotermia, in attesa di una riscrittura del Piano Energetico Regionale realmente partecipato, a partire dal ruolo attivo dei cittadini. Queste sono le richieste che presenteremo al Presidente della Regione Pigliaru in caso accettasse la richiesta di incontro che abbiamo provveduto a reinoltrare questa mattina.

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Una risposta a “IL DECRETO “SBLOCCA ITALIA” E IL PROGETTO ELEONORA

  1. Bisogna mettere alle strette Pigliaru ed esigere una risposta immediata e chiara su quello che lui e la sua giunta intendono fare, ricordando loro che sono stati eletti anche in virtu’ del fatto che noi sardi ci aspettiamo che le scelte per il nostro futuro siano basate su una economia”green” nel vero senso della parola, e sulla cultura.Paesaggio,storia e accoglienza sono la nostra miniera d’oro.Non possiamo permettere che i nuovi barbari vengano a distruggere la nostra terra e a depredarci ancora una volta lasciandoci solo inquinamento e macerie;quindi:NO TRIVELLE,ma anche No a fotovoltaico ed eolico selvaggi e No alle servitu’ militari.

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