Un anno di Comitato

Un momento della manifestazione “Ajò a S’Ena Arrubia” del 15 Aprile 2011

 

Esattamente un anno fa creavamo una pagina su Facebook con un nome particolare: No al Progetto Eleonora – Nessuna trivellazione ad Arborea.

A metà ottobre del 2011 in pochissimi conoscevano l’oggetto di questo Progetto Eleonora. Appena una settimana prima un articolo pubblicato su La Nuova Sardegna riportava la notizia del deposito in Regione di un documento che proprio in quei giorni il nucleo iniziale del comitato aveva tra le mani. Quel documento si intitolava Studio Preliminare Ambientale per la realizzazione del pozzo esplorativo Eleonora 01-Dir – Arborea (OR).

È iniziato tutto con una piccola mailing list formata da cinque indirizzi. Cinque cittadini che, confrontandosi dopo la lettura dello studio preliminare si sono posti delle domande: chi l’ha fatto? È approfondito? Ci sono dei rischi? Ci serve davvero un pozzo per estrarre idrocarburi?

Ma le domande che hanno orientato tutta la nostra azione sono state fondamentalmente due: è compatibile un pozzo per estrarre per idrocarburi con la realtà produttiva di Arborea? E a chi conviene installare un impianto del genere?

Già, cui prodest? A chi conviene impiantare nel bel mezzo della realtà agricola più sviluppata di tutta la Sardegna un pozzo estrattivo?

La risposta è stata quasi immediata: di certo non conviene ad Arborea, non conviene al suo sistema economico, non conviene ai suoi cittadini.

È bastata una semplice lettura dello Studio Preliminare per rendersi conto della superficialità disarmante con cui era stato redatto. Per evidenziare le continue contraddizioni e la totale mancanza di valutazioni ambientali e dell’impatto economico.

In breve: una cosa fatta in fretta e furia e molto male, il cui unico obiettivo era evitare che questo progetto venisse scoperto e reso pubblico ai cittadini. Purtroppo – per loro – non è andata così. La rete e i cittadini che si sono presi la briga di informarsi hanno fatto il resto.

Certo, non eravamo esperti del settore e in quei giorni non avevamo ancora documenti scientifici a nostro supporto. Ma ci siamo messi d’impegno e abbiamo cominciato a scrivere delle mail. Decine e decine di mail.

Prima a delle associazioni ambientaliste, poi ad altri comitati che già si occupavano del problema delle trivellazioni. Poi a ricercatori, docenti universitari, esperti del settore estrattivo e della tutela ambientale. Nel giro di poco tempo abbiamo raccolto una mole immensa di documenti che abbiamo studiato, analizzato e con cui ci siamo confrontati.

Abbiamo presentato le nostre osservazioni alla Regione Sardegna – insieme al Gruppo di Intervento Giuridico, WWF, ProgReS e alle cooperative di Arborea – che hanno costretto la Giunta Regionale ad imporre la Valutazione di Impatto Ambientale.

Senza ques’atto, e lo ricorderemo fino alla fine, le trivelle oggi sarebbero già in azione sulle rive dello Stagno di S’Ena Arrubia.

In un anno di attività quella piccola mailing list si è allargata a dismisura. Abbiamo conosciuto e ci siamo confrontati con centinaia di persone. Cittadini che abitano lo stesso paese che forse fino ad allora non si conoscevano di persona e si limitavano ad un saluto di cortesia quando ci si incontra al supermercato o al bar. Persone che da un anno dedicano interamente il loro tempo libero – e molto spesso non solo quello libero – a documentarsi, studiare, cercare informazioni e divulgarle.

Condividere le informazioni che sono state raccolte: questo era l’intento iniziale quando è stata creata la pagina sul social network, questo è l’obiettivo che ci guida e questo è lo strumento che ci ha permesso di impedire che la trivellazione venisse avviata già a Luglio del 2011, così come inizialmente previsto dai piani della Saras.

È stato chiaro dal primo momento: la Saras, e chi gli regge il gioco, non voleva diffondere le informazioni, non voleva disturbatori in mezzo ai piedi che ponessero delle semplici domande.

Ne riportiamo qualcuna per rinfrescare la memortia: “Come avete intenzione di proteggere le falde acquifere di profondità?” “Come giustificate il fatto che il pozzo sorge a circa 200metri da una ZPS e da un SIC?” “Come giustificate il fatto che il pozzo rientra all’interno di una IBA?” “Come giustificate il fatto di non aver scritto nello Studio Preliminare che le prime abitazioni si trovano a circa 400metri e non a 2km (di fatto dichiarando il falso in un documento ufficiale)?”.

Noi abbiamo fatto l’esatto contrario. Abbiamo convocato le assemblee pubbliche per questo motivo, abbiamo organizzato delle giornate ecologiche a S’Ena Arrubia per spiegare alla popolazione quale tesoro naturalistico ci ritroviamo a pochi passi da casa. Siamo scesi in piazza in centinaia, il 10 agosto, per ribadire questo concetto: noi conosciamo i danni che questo pozzo può provocare ad Arborea, alle nostre vite e alle nostre attività. Noi conosciamo i metodi che queste società utilizzano per trovare l’avvallo a questi progetti.

Abbiamo già visto gli esiti dell’introduzione forzata di attività che nulla avevano a che vedere con il territorio della Sardegna. Noi sappiamo e abbiamo anche le prove.

Le prove sono sotto gli occhi di tutti in quelle Cattedrali di Sabbia – come giustamente le chiama Paolo Carboni – che giaciono abbandonate dal Nord al Sud della nostra isola.

Non permetteremo mai che tutto ciò si ripeta ad Arborea. Questo comitato ha coinvolto ormai tutti i cittadini di Arborea ma non solo: il sostegno e l’attivismo si allarga dai centri vicini come Terralba o Marrubiu fino ad altri paesi come Tresnuraghes, Sassari, Cagliari. Perché questa battaglia è una battaglia di tutti i cittadini sardi.

Per evitare che la Sardegna diventi terra di conquista dei petrolieri. Blocchiamo sul nascere questo folle progetto. Il No al Progetto Eleonora deve essere la pietra tombale su qualsiasi altro progetto di trivellazione per idrocarburi, a terra e a mare, in tutta la Sardegna.

Nonostante gli ottimi risultati raggiunti in quest’anno di duro lavoro sappiamo che l’iter va avanti e che ci aspetta la parte più dura e complicata. Siamo ansiosi di leggere lo studio di impatto ambientale che la Saras sta preparando ormai da cinque mesi. Siamo pronti a leggerlo, analizzarlo e a condividere le nostre osservazioni. Siamo pronti a spiegare a tutti ancora una volta, in pubblico, perché diciamo e diremo No a questo progetto.

Grazie a tutte le associazioni, partiti, movimenti, amministrazioni e singoli cittadini che ci hanno sostenuto fino ad ora. Continuiamo così, è in gioco il nostro futuro, non solo di Arborea, ma della Sardegna intera.

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3 risposte a “Un anno di Comitato

  1. Già Fede, un anno di lotte contro l’ ignoranza (nel senso buono) di molte persone.Tanti hanno preso atto del pericolo per la salute, l’ecosistema e l’economia del nostro paese e della Sardegna tutta, ma tanto ancora c’è da fare contro l’indifferenza, il menefreghismo e la leggerezza di certe menti.

  2. Mi fa piacere che abbiate avuto una reazione a catena e particolarmente arrabbiata nei confronti di questa società. Il loro modo di fare e sempre quello di muoversi in sordina, dimodoche’ la gente del posto non possa rendersi conto che di lì a poco il suo territorio resterà completamente stravolto. A Arborea perdippiù, che guardacaso, oltre che essere un paese molto attivo e autosufficiente della Sardegna è anche uno dei posti che col suo mare meraviglioso attira molti turisti che possono essere la benedizione dei paesi limitrofi della nostra terra. Penso che chi ha disposto per una cosa del genere non voglia proprio bene alla nostra terra ma che pensi solo al suo tornaconto. Forza in Paris. Fate di tutto e di più, non lasciate che per l’ennesima volta, la nostra terra diventi di nuovo una colonia di qualcuno. Liviana

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