Cos’è davvero S’Ena Arrubia

di Gabriele Pinna, Birdwatcher

Del grande sistema stagnale di Sassu sono sopravissuti alcuni stagni, il più importante dei quali è lo Stagno di S’Ena Arrubia. Ha una superficie acquea di circa 200 ettari. Con l’attiguo stagno di Tzrugu Trottu (18 ha.), la pineta, la duna costiera e il diversivo di Sant’Anna costituiscono un unico comprensorio di alto valore naturalistico.

Nello Stagno convergono a est il Canale delle acque alte, che raccoglie le acque di Monte Arci, e le acque del collettore delle acque basse con l’idrovora di Sassu.

Zone umida di importanza internazionale per la Convenzione di Ramsar dal 1977, Oasi di protezione faunistica e cattura, Zona di protezione speciale (ZPS) della rete Natura 2000, Sito di Importanza Comunitaria (SIC) della Direttiva Habitat, S’Ena Arrubia è un importante luogo di sosta per migliaia di uccelli acquatici.

Nel periodo invernale ne sono stati osservati oltre 12.000, numero massimo giornaliero. Circa 40 le specie censite (dati I.W.R.B.) nello stagno di S’Ena Arrubia negli anni 1993/97. Notevole la presenza di anatre (presenza media di oltre 6.000 individui con punte di 10.000 nel periodo dei censimenti invernali. Vi sosta la Moretta tabaccata, la Marzaiola, il Mestolone, il Fistione turco, la Canapiglia, il Germano reale e la Volpoca.

Lo stagno è inserito tra i biotopi di rilevante interesse vegetazionale meritevoli di conservazione in Italia (Gruppo Conservazione della Natura, 1971), tra le aree costiere di rilevante interesse vegetazionale nella redazione dei Piani Paesistici della Sardegna (Camarda, 1989), nel sistema di aree di interesse botanico per la salvaguardia della biodiversità floristica della Sardegna (Camarda, 1995).

Importante la presenza del Fenicottero rosa con punte di oltre 1.000 esemplari. Presenti tutti gli ardeidi dall’Airone bianco maggiore al Mignattaio, alla Spatola. Durante i passi è possibile osservare anche la Cicogna. Tra i rapaci il Falco pescatore, il Falco di palude e l’Albanella minore. C’è inoltre una buona presenza di limicoli e di sterne. Sono in totale oltre 150 le diverse specie osservate nell’arco dell’anno.

Tra le specie nidificanti da segnalare le nidificazioni del Falco di palude e del Martin pescatore, della Sterna comune, di alcuni ardeidi, della Volpoca ma anche quelle molto probabili del Pollo sultano e del Tarabusino.

Lo stagno si raggiunge deviando dalla SS 131 verso Santa Giusta per poi prendere la Provinciale 126. Arrivati poco prima dell’Idrovora di Sassu si può percorrere la strada di penetrazione agraria a sinistra parallela al diversivo o quella a destra verso la spiaggia di Sassu. Quest’ultimo percorso è preferibile la mattina o nei pressi di Tzrugu Trottu anche nel tardo pomeriggio, verso il tramonto. La luce radente ci permette di apprezzare l’osservazione degli uccelli sul Tzrugu Trottu ma anche sulla parte più orientale di S’Ena Arrubia. A quell’ora, nelle giornate serene, lo stagno assume colori fantastici con il verde della pineta sullo sfondo. Con un buon binocolo o ancora meglio con un cannocchiale si può andare alla scoperta di ardeidi sul bordo delle rive o di limicoli di tutte le dimensioni nelle lingue di terra emersa.

Nella parte occidentale, più vicina al mare, si possono osservare i fenicotteri alimentarsi e il Falco pescatore posato su un palo intento ad alimentarsi con un grosso cefalo. Rapidi voli di anatre si intersecano tra di loro mentre gruppi di folaghe si alzano dall’acqua allarmate dal passaggio di un falco di palude.

Lasciata la parte orientale dello stagno si prosegue lungo la provinciale sino all’incrocio con la strada 28 ovest.

Da qui avete due possibilità. La prima è di prendere la pista ciclabile che attraversa la zona agricola e passa molto vicino allo stagno sino ad arrivare al campeggio di S’Ena Arrubia.

L’altra è di proseguire in auto e arrivare al campeggio attraversando un tratto della bella pineta. Dal campeggio si dipartono due sentieri.Quello verso est è il tratto finale della pista ciclabile. Il primo tratto del sentiero è protetto da alberi e alti cespugli della macchia mediterranea. Poi si apre su una prateria di salicornia con acque molto basse. Qui si possono osservare i cavalieri d’italia che portano a termine la nidificazione prima che la prateria si prosciughi completamente.

Nel periodo invernale potrete osservare pantane, pettegole, avocette, chiurli, piccoli limicoli e centinaia di pavoncelle. Proseguendo la vegetazione cambia e appare il fragmiteto (la cannuccia). Qui si può osservare il pollo sultano, il porciglione, il tarabusino e volare basso il falco di palude. Nello specchio d’acqua e a ridosso degli isolotti sostano numerose anatre. Nel periodo invernale migliaia. Tantissime alzavole ma anche centinaia di germani, mestoloni, fischioni. A ridosso della Idrovora stazionano migliaia di folaghe. Negli isolotti con garzette e aironi guardabuoi e diverse specie di gabbiani, centinaia di cormorani si asciugano le ali al sole.

Rientrati verso il campeggio si prende la strada verso il mare, purtroppo percorribile anche in auto. Andateci a piedi. Lungo la camminata osserverete ancora aironi bianchi e garzette emergere dal folto della vegetazione. Sulla superficie dell’acqua o in volo decine di splendide volpoche. Chiassose sterne comuni o fraticelli a caccia di piccoli pesci. Con molta attenzione potrete distinguere tra gli ardeidi piccoli gruppi di spatole. Lungo la battigia può capitare di osservare il raro gabbiano corso o durante le migrazioni le beccacce di mare.

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