Il Comune di Santa Giusta caccia via E.On dal proprio territorio

di Paolo Piras

Nonostante occupi soltanto una colonna nell’edizione odierna de L’Unione Sarda, la notizia è di quelle che meriterebbero decisamente ampio spazio e approfondimento: E.On, la multinazionale che aveva richiesto di installare un impianto fotovoltaico da 4MW nella piana del Cirras, a pochi metri dallo stagno di S’Ena Arrubia e dalla spiaggia di Abarossa, ha deciso di ritirare il progetto.

Nel pieno della fase della Valutazione di Impatto Ambientale. Esattamente ciò che noi stiamo chiedendo di fare alla Saras dal 10 Agosto scorso.

Facciamo un passo indietro: a Marzo 2012 la società Centrale Solare di Fiumesanto s.r.l. (controllata da E.On – così come SarGas s.r.l. è controllata da Saras S.p.A.) presenta un piano per la realizzazione di un impianto fotovoltaico da costruire nella zona del Cirras. Per un’estensione di circa dieci ettari e la produzione di circa 4 MW.

Ma a Maggio 2012 arriva la svolta: il Comune di Santa Giusta presenta formale opposizione al progetto sia sotto il profilo politico che tecnico urbanistico. Il Comune di Santa Giusta richiede ufficialmente che il progetto in questione venga sottoposto a Valutazione di Impatto Ambientale.

E andiamo a leggere cosa scrive l’Amministrazione Comunale nel proprio documento di opposizione: “[…]l’intervento proposto impatti sensibilmente sull’ambiente e che pertanto siano assolutamente necessari più approfonditi studi come previsti dalla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale. […]Il progetto non dimostra come potrebbe la realizzazione della centrale elettrica non interferire con certezza nel delicatissimo equilibrio idrodinamico dell’area umida e del suo assetto idrosalino […] Il progetto confligge in modo chiaro e netto con la naturale vocazione turistica del sistema delle aree umide della provincia e del territorio comunale, certificata dall’attribuzione contenuta nel redigendo PUC in fase di approvazione che la situa interamente in zona  F – turistica, con particolare riferimento all’insediamento di attività a basso impatto, attività escursionistiche, ippovie, sentieristica, birdwatching, ricerca scientifica. Il progetto non analizza gli effetti sul territorio provocati dal fatto che esso si pone in contrasto con la possibilità già programmata e impostata di sviluppare un compendio naturale-turistico di altissima qualità, possibile fonte di sviluppo economico ecocompatibile per tutto il territorio comunale e sovra comunale.”

Un documento che non lascia spazio a interpretazioni: il Comune di Santa Giusta si schiera contro la multinazionale e il suo progetto anteponendo agli interessi di E.On quelli ben più importanti della tutela ambientale e dello sviluppo consapevole del proprio territorio. Sviluppo che è apertamente in contrasto con la costruzione di una centrale fotovoltaica da parte di una società che – come troppo spesso accade in questi casi – non lascerà che pochi spiccioli nelle casse del Comune.

Mercoledì scorso la comunicazione ufficiale: E.On ritira il progetto nonostante l’iter autorizzativo non si sia ancora concluso e la fase di Valutazione di Impatto Ambientale sia ancora in pieno svolgimento. Una bella vittoria per l’amministrazione comunale di Santa Giusta, a cui vanno non soltanto i nostri complimenti ma anche i nostri ringraziamenti per aver saputo tutelare in maniera decisa una delle zone umide più importanti di tutta la Sardegna e l’Europa. Un compendio naturalistico che come sappiamo è ancora sotto attacco da parte delle trivelle della Saras S.p.A.

Ma gli spunti di analisi che ci offre questa vicenda sono parecchi. Ci dimostra chiaramente come una amministrazione comunale possa esprimere pareri non soltanto politici ma anche tecnici (così come dimostrato dal documento di opposizione al progetto redatto dal Comune di Santa Giusta). Ci dimostra come un’amministrazione comunale non debba mai avere paura di andare contro le grandi aziende, anche se coperte da grossi nomi, che vogliono sfruttare e devastare il nostro territorio senza alcuna dignità e senza preoccuparsi di coinvolgere la popolazione. Ci dimostra, inoltre, come una presa di posizione chiara e decisa sin dall’inizio costringe queste società – molto spesso dalla tenuta economica molto fragile – a doversi scoprire e a dover ammettere che i loro progetti sono spesso frutto di copia e incolla realizzati dietro una scrivania senza mai andare ad analizzare a fondo il territorio in cui si vogliono installare gli impianti. E, conseguentemente, a scapparsene a gambe levate perché beccati con le mani nella marmellata.

Ovvero: ritirare il progetto nonostante la fase di V.I.A. non sia ancora terminata perché totalmente incapaci di dimostrare l’assenza di impatto ambientale del progetto.

Sono tutte cose che si possono fare: basta volerlo. Basta dire chiaramente e soprattutto agire di conseguenza senza trincerarsi dietro atti formali che spesso hanno poco significato.

Al Sindaco e all’amministrazione di Santa Giusta va dunque tutta la nostra stima e il nostro appoggio incondizionato. Siamo  certi che sapranno comprendere la necessità di continuare a difendere il territorio del Cirras e di S’Ena Arrubia da un altro folle progetto di devastazione ambientale che viene spacciato come possibilità di sviluppo per l’oristanese: il Progetto Eleonora.

Speriamo e ci auguriamo che anche la Saras, così come la E.On, se ne vada al più presto dal nostro territorio senza nemmeno presentare lo Studio di Impatto Ambientale.

Significherebbe avere un minimo di rispetto, se non proprio per l’ambiente, almeno per i cittadini che quell’ambiente lo difendono e continueranno a difenderlo fino alla fine.

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