Lettera aperta al Sindaco, agli Assessori e ai Consiglieri Comunali

È stato pubblicato il verbale della seduta del 18 settembre che ha bocciato la richiesta di invio di una lettera al Cda di Saras S.p.A. per richiedere il ritiro del Progetto Eleonora. Dopo averlo letto, ci è sorto il dubbio che nessuno dei Consiglieri Comunali che ha votato contro l’ordine del giorno abbia letto la mozione che gli è stata sottoposta.

Ci sono diverse considerazioni da fare in merito alle dichiarazioni del Sindaco e di alcuni Consiglieri e Assessori. Per questo motivo questo post sarà un po’ più lungo degli altri.

Al Sindaco di Arborea vanno i nostri complimenti per il cattivo gusto nel sottolineare come si sia prodigato per evitare il pagamento della tassa di suolo pubblico al Comitato per la serata del 10 agosto. Se avesse messo altrettanto zelo nell’ultimo anno per informare la popolazione sul Progetto Eleonora forse quella serata non si sarebbe nemmeno dovuta tenere. In ogni caso, se è un problema, attendiamo il conto.

In merito al dibattito e alla sua assenza durante la serata del 10 agosto Fenicotteri sotto le stelle il Sindaco afferma: “[…] l’inspiegabilità dell’assenza del Sindaco in piazza venerdì 10 agosto è identica a quella di tanti cittadini che, democraticamente e liberamente, hanno deciso per la partecipazione o la non partecipazione all’evento.” Interessante ragionamento, se non fosse che il ruolo del Sindaco non per niente viene anche detto Primo Cittadino e che il Sindaco è rappresentante di tutta la comunità, nonchè il principale responsabile della salute pubblica dei suoi cittadini. La presenza del Sindaco avrebbe avuto un forte valore simbolico, ma evidentemente queste cose non sono reputate importanti. Nessuno mette in dubbio la libertà di scelta di ogni cittadino di fare ciò che vuole.

Stupisce però l’assenza del Sindaco quando in quella stessa serata erano presenti, oltre a centinaia di cittadini, i massimi rappresentati del sistema economico di Arborea, come il Presidente della Cooperativa Produttori, o i membri del Consiglio di amministrazione della Cooperativa 3A compreso il suo Presidente. Democrazia e libertà sono ben altra cosa rispetto all’uso totalmente inutile che ne fa all’interno del suo discorso. Lei può fare ciò che vuole, ma se ne assume la responsabilità.

E dato che così democraticamente ha deciso di non partecipare, altrettanto liberamente poteva almeno rispondere al nostro invito ufficiale che le abbiamo inviato sulla sua casella di posta elettronica diversi giorni prima.

Al Consigliere Sardo vorremmo chiedere se ha letto attentamente la mozione e la lettera in allegato. Non si chiede di replicare assolutamente niente che sia già stato fatto. La delibera del 7 Maggio esprimeva la contrarietà al Progetto Eleonora. La lettera che si chiedeva di inviare aveva come oggetto la rinuncia al deposito della V.I.A. e il conseguente ritiro dell’istanza del Progetto Eleonora. Cosa che peraltro accade spesso, basta andare a leggersi qualche Bollettino Ufficiale degli Idrocarburi come questo.

Perché, sia ben chiaro, il fatto che la Regione abbia imposto la V.I.A. non implica l’obbligatorietà ad andare fino in fondo. Se la Saras decide di ritirarsi, la V.I.A. non si presenta e l’istruttoria si chiude. È molto più semplice di quel che potete pensare. Basta informarsi.

Se poi lei ritiene che tutto ciò sia una “minestra riscaldata” allora siamo davvero curiosi di sapere quale sarà il comportamento di questa amministrazione durante la Conferenza dei Servizi. Starete muti perché avete già deliberato? O ripeterete ad oltranza il testo della delibera n.20 del 7 Maggio 2012 senza mai aggiungere nessuna considerazione in più?

Ma soprattutto, dobbiamo chiarirgli un punto fondamentale: la lettera è indirizzata al Consiglio di amministrazione della Saras S.p.A. Non alla famiglia Moratti. Il fatto che siano loro i rappresentanti della società non è un problema nostro. Al tavolo del Consiglio di amministrazione potevano sedersi anche Topo Gigio o Nonna Papera che poco sarebbe cambiato.

Ancora, al Sindaco Garau che afferma “Tutto quello che è invece nelle nostre competenze, l’abbiamo fatto […]” vogliamo dire no, non avete fatto tutto quelle che era nelle vostre competenze, perché la V.I.A. è stata imposta dalla Regione Sardegna– come riporta la delibera n. 16/12  del 18.4.2012  – grazie a “numerosissime osservazioni presentate al Servizio Sostenibilità ambientale, valutazione impatti e sistema informativo ambientale (SAVI) da privati cittadini, da associazioni ambientaliste (LIPU, WWF, Gruppo di Intervento Giuridico), dal Comitato Civico “No progetto Eleonora”, dal Comitato Gruppo Consiliare Obiettivo Comune, dalla Cooperativa 3A (Assegnatari Associati Arborea), dall’Esecutivo Nazionale ProgReS – Progetu Repùblica. Anche a livello istituzionale (Consiglio Regionale e Ministero Ambiente) è stata sottolineata l’esigenza di prestare grande attenzione nell’esame del progetto in questione, non lesinando tutti gli approfondimenti indispensabili per la conclusione della istruttoria e l’adozione del provvedimento finale”. Nell’elenco non figura il Comune di Arborea.

Inoltre, non è affatto vero “che la valutazione di impatto ambientale non l’ha richiesta il Comune di Arborea perché non ha né facoltà né potestà”. Il Comune non ha la facoltà di imporre la V.I.A., ma aveva la facoltà e soprattutto il dovere di richiederne l’imposizione al Servizio SAVI.

La richiesta di V.I.A. e le osservazioni potevano essere presentate da chiunque, come peraltro ben spiegato dal B.U.R.A.S. n. 33 del 19.11.2011: “Chiunque vi abbia interesse può consultare l’istanza presso gli Uffici del Servizio Attività Estrattive dell’As­sessorato. Eventuali opposizioni dovranno pervenire allo scri­vente Assessorato entro TRENTA GIORNI dalla data di pubblicazione del presente avviso nel Bollettino Uf­ficiale della Regione Sardegna”.

All’Assessore Cadoni, che afferma “Io non me la sento poi di andare a pagare i danni che questa società, poiché ha investito, sicuramente andrà a chiedere a chi arrecherà dei danni.[…] Ma poi questi danni chi li paga? Allora, ognuno si assuma la responsabilità; il Comitato ritiene giusto che quello fatto fino a oggi, vada avanti.

Di quali danni parla? Gli unici danni possibili in questa vicenda sono quelli che la Saras potrebbe arrecare al nostro territorio, alla nostra salute, alla nostra economia. A chi dovrebbero chiederli eventualmente e con quale motivazione? Ai cittadini che si oppongono con ogni metodo democratico e nonviolento ad una devastazione del territorio e della loro vita? Stentiamo a credere che qualcuno abbia il coraggio di venire a contestare una sola mossa o parola di questo Comitato.

Per caso se il Progetto Eleonora venisse bocciato la Saras avrebbe diritto a chiedere la restituzione dei soldi spesi? E a chi?

Dunque se lei investe una certa quantità di denaro per aprire un ristorante e poi questo ristorante viene chiuso perché non rispetta le norme sanitarie lei chiede i danni? E a chi li chiede? Alla ASL? O ai clienti che non sono venuti a mangiare da lei? Gradiremmo una risposta.

Ancora, quando afferma “Ognuno si assuma la sua responsabilità; poi la Saras cerca i danni, lo assuma il comitato questo compito visto che vi siete mossi”. Vorremmo ricordarle che noi le nostre responsabilità ce le siamo assunte ormai da un anno. E ci abbiamo sempre messo la faccia: nelle assemblee pubbliche, nelle interviste, nei dibattiti. Siamo sempre andati davanti a tutti a spiegare le nostre ragioni. Abbiamo girato il nostro paese abitazione per abitazione, abbiamo parlato nei teatri, nelle piazze, siamo intervenuti in diversi consigli comunali dove non abbiamo mai visto nessun rappresentante del Comune di Arborea venire a testimoniare la vicinanza dell’amministrazione con chi si schierava a fianco della sua popolazione.

L’amministrazione comunale di cui lei fa parte ha parlato in pubblico soltanto dopo che la V.I.A. era stata imposta. Se c’è qualcuno che non si è assunto le responsabilità non siamo di certo noi.

Al Consigliere Montisci che afferma “[…] il Consiglio si esprime sul benestare delle trivellazioni al momento dell’approvazione del PUC e nel nostro PUC non c’erano assolutamente controindicazioni. Quindi è vero che il Consiglio poteva esprimersi positivamente o negativamente; io in quel consesso non votai favorevolmente perché ritenevo che era un’opportunità a cui si diceva di no senza conoscerla e io a tutt’oggi non la conosco”.

È vero, il PUC non esprime nessuna controindicazione sulle attività di trivellazione, ma nemmeno alla costruzione di una centrale nucleare, di una postazione missilistica o di una raffineria. Valuti poi lei se questi sono impianti che possono comunque essere reputati utili e compatibili con la nostra realtà.

Infine, ci avrebbe fatto piacere conoscere il pensiero dell’Assessore all’Ambiente su questa lettera, ma evidentemente non reputa l’argomento degno di interesse dato che si è ben guardato dal prendere la parola durante la discussione dell’ordine del giorno.

Insomma, la lettera è stata bocciata sostanzialmente per tre contestazioni che sono già state facilmente smontate:

1-      La lettera ripete ciò che c’è scritto nella delibera del 7 Maggio: falso. La lettera chiede il ritiro del Progetto Eleonora e non esprime nessun ulteriore parere da parte del Consiglio Comunale.

2-      Non si può chiedere il ritiro del Progetto Eleonora perché la Saras eventualmente potrebbe chiedere dei danni: falso.

3-      Il Consiglio Comunale ha già fatto tutto ciò che era in suo potere: falso.

***

Questo Comitato è attivo da ormai un anno. Crediamo di aver fornito sufficienti prove, documenti, testimonianze dell’inutilità di questo progetto e della sua pericolosità. Crediamo di aver illustrato con chiarezza la necessità di ribadire ogni giorno, in ogni sede, politica, amministrativa, ricreativa, il No al Progetto Eleonora.

Un No che va ribadito quotidianamente, perché è nell’interesse della società Saras far calare il silenzio su questo folle tentativo di devastazione ambientale. È lo stesso motivo per cui la Saras lo scorso anno ha chiesto di incontrare privatamente l’amministrazione per presentare il progetto fregandosene altamente di coinvolgere la popolazione. Lo stesso motivo per cui quando si è trattato di presentare il servizio al TG3 Regionale la Saras ha provveduto ad accompagnare personalmente il giornalista nel terreno di Arborea, facendo liquidare come “le solite polemiche degli ambientalisti” la costituzione di questo Comitato.

Stare in silenzio e trincerarsi dietro un “non possiamo farci niente” significa lasciare il via libera alla Saras. Significa servire su un piatto d’argento la possibilità di distruggere il nostro territorio.

Stare in silenzio significa diventare complici della Saras.

Per questo noi non smetteremo mai di ripetere il nostro No al Progetto Eleonora.

Noi lo ribadiremo ogni giorno, fino alla fine dell’iter e anche successivamente. Non abbiamo più tempo da perdere per spiegare a chi non vuole capire la necessità di opporsi con ogni mezzo, persino con una lettera al Consiglio di amministrazione della Saras S.p.A., al Progetto Eleonora.

Ci aspetta un lavoro enorme: l’analisi, lo studio e la stesura delle osservazioni sullo Studio di Impatto Ambientale che nei prossimi giorni verrà presentato da Saras S.p.A. alla Regione Sardegna. Questo è ciò che abbiamo chiesto da un anno e questo è ciò per cui lavoriamo. Non ci interessa nient’altro che difendere il nostro paese e i suoi cittadini.

Chi ci vuole sostenere sa come farlo. Per chi ancora si ostina a non voler capire il rischio che si corre non abbiamo più parole. 

Comitato Civico “No al Progetto Eleonora”

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