S’Ena Arrubia frutta più soldi delle vostre royalties: tenetevele!

S’Ena Arrubia

di Paolo Piras

L’11 Giugno 2012 la Regione Sardegna ha rifinanziato i Piani di Gestione dei SIC e delle ZPS rientranti nella rete Natura2000 tramite il Programma di Sviluppo Rurale 2007-2013 REG. (CE) N. 1698/2005. Tra questi, con un importo di 25.000 euro, rientra anche l’Oasi di S’Ena Arrubia.

Il 31 Agosto la Giunta Comunale di Arborea deliberato un ulteriore finanziamento di 90.000 euro per il “Progetto sperimentale per la gestione delle oasi di protezione faunistica e delle zone di ripopolamento e cattura della Provincia di Oristano – Approvazione Schema di Convenzione per la realizzazione delle azioni nell’area pilota dell’Oasi di Protezione Faunistica di S’Ena Arrubia“. Un’Oasi che, come illustra il sito del Comune di Arborea, è di fondamentale importanza vista la sua rigogliosa vegetazione acquatica e la presenza di importanti e rari uccelli palustri, molti dei quali nidificano sulle sue sponde.

Insomma, in pochi mesi per lo Stagno di S’Ena Arrubia sono stati stanziati 115mila euro. Un bel gruzzoletto che non ha nulla da invidiare alle tanto declamate royalties promesse, ma non per questo previste, dalla Saras.

Non dimentichiamo poi che l’oasi di S’Ena Arrubia rientra nelle zone che hanno ottenuto il finanziamento di 507.070 euro relativo al progetto LIFE97 NAT/IT/004177.

Ed è proprio grazie a questo progetto e a questo finanziamento che il Ministero dell’Ambiente per ben due volte ha richiamato Comune di Arborea e Saras a condurre “un approfondito studio da parte della società proponente di tutte le possibili interferenze indirette nei confronti dei siti Natura 2000” da comunicare poi al Ministero stesso. Né il Comune di Arborea e tantomeno la Saras hanno mai trasmesso alcun documento al Ministero, così come specificato dal Ministero stesso a Marzo 2012.

Ma tutti questi soldi arriverebbero comunque anche nel caso venisse autorizzato il Progetto Eleonora? Molto probabilmente, seguendo le considerazioni del Ministero, no.

E ci pare una cosa sacrosanta. Come si può da un lato tutelare una delle zone umide più importanti d’Europa e dall’altro essere favorevoli e autorizzare la trivellazione di un pozzo esplorativo per la ricerca di idrocarburi a 187 metri da S’Ena Arrubia stessa?

Come spesso accade in questi casi, ci troviamo davanti ad un rompicapo: ovvero, se la Regione Sardegna, che è l’autorità deputata ad autorizzare o meno la trivellazione, nonché la stessa autorità che rilascia i finanziamenti per la tutela della zona di S’Ena Arrubia, dovesse autorizzare il Progetto Eleonora, la Regione Sardegna dovrebbe negare a se stessa di deliberare i finanziamenti per la tutela di S’Ena Arrubia.

Va da sé che la Regione dovrebbe dunque BOCCIARE il Progetto Eleonora senza nemmeno rifletterci su un attimo.

Ma tutto ciò non è scontato, anzi.

A schierarsi in prima fila per chiederne la bocciatura dovrebbe essere proprio la nostra Giunta Comunale, che nella delibera in cui stanzia i 90.000 euro per la gestione dell’Oasi faunistica scrive di voler realizzare “strutture per l’osservazione faunistica e la fruizione sostenibile”.

Lodevole iniziativa. Ma che paesaggio vogliamo mostrare ai turisti che dovranno usufruire di queste strutture?

Il passaggio dei fenicotteri sullo stagno o il passaggio dei fenicotteri che, mentre passano sullo stagno, devono schivare una trivella dalla quale vengono emesse sostanze tossiche di ogni tipo?

Diciamo questo perché se il nostro Comune decide di stanziare così tanti soldi per tutelare S’Ena Arrubia, altrettanto fermamente dovrebbe schierarsi per il No al Progetto Eleonora e urlare a gran voce, insieme ai suoi cittadini, che questo pozzo non lo vuole.

E invece da quel lontano 8 maggio in cui il Consiglio Comunale di Arborea è stato praticamente obbligato a votare la contrarietà al Progetto Eleonora, i nostri amministratori non hanno più detto niente su questo folle progetto di distruzione del nostro territorio.

Nessun amministratore era presente durante l’importantissima seduta del Consiglio Provinciale in cui si è votato il No al Progetto Eleonora, nessun amministratore era presente durante l’incontro con i genitori che si è tenuto a luglio scorso, nessun amministratore ha detto una sola parola su questo progetto fino al 10 agosto.

Fino a quando questo Comitato ha portato in piazza l’intera cittadinanza di Arborea per  ribadire il No al Progetto Eleonora e chiederne il ritiro immediato.

E non ci basta, ci perdonerà, la presenza del vicesindaco durante la serata Fenicotteri sotto le stelle. Non ci basta perché la sua presenza è stata completamente oscurata da un’assenza molto importante: quella del Sindaco. Un’assenza totalmente ingiustificata.

Siamo ormai alle battute finali dell’iter autorizzativo: nelle prossime settimane la Saras presenterà lo studio di impatto ambientale, e da li ci saranno pochissimi mesi a disposizione per presentare le osservazioni e chiedere la bocciatura del progetto.

È arrivato il momento di fare fronte comune, e di farlo in maniera chiara e decisa. O si combatte tutti insieme questa battaglia o si soccombe, inesorabilmente, alle volontà della Saras. Volontà che sono in aperto contrasto con la storia e l’economia di Arborea. E in questo caso ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità.

In barba ai migliaia di euro stanziati per S’Ena Arrubia.

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Una risposta a “S’Ena Arrubia frutta più soldi delle vostre royalties: tenetevele!

  1. Non è ben chiaro, ad oggi, chi eroghi la seconda e più sostanziosa “tranche” di 90.000 euro (se Provincia o Comune). In ogni caso non cambia la sostanza: risultano stanziati 115.000 euro per un progetto apprezzabile di valorizzazione dell’oasi faunistica, come merita del resto un compendio di rilievo comunitario. Non c’è molto da aggiungere all’articolo di Paolo, che condivido in pieno. Spero che anche il Comune di Arborea prenda coscienza del proprio ruolo e che gli amministratori si convincano di un aspetto che appare sempre meno chiaro: anche chi amministra un piccolo paese è un politico, lo è fino al midollo, ed è il fare politica che lo differenzia da un dirigente, da un segretario comunale, dagli impiegati. Defilarsi da questa definizione è una facile fuga dall’impopolarità, e diventa sempre più un alibi a difesa del non fare nulla per le generazioni che verranno, del non produrre futuro, del non avere prospettiva. E’ proprio questa apatia progettuale che rende le periferie sarde dei bocconcini prelibati per i nuovi colonialisti: essi si accorgono di avere a che fare con dei passacarte impegnati nell’unica avvilente mansione del pareggio di Bilancio, e si accorgono da buoni imprenditori di potere comprare la nostra terra in cambio di promesse “tanto al chilo” che non saranno mantenute e che il passare del tempo laverà da ogni colpa e dalle personali responsabilità dello sciacallo di turno. Se l’amministratore si accontenta di fare il ragioniere avrà la corta prospettiva di una denuncia dei redditi. Di questo abbiamo bisogno?

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