Lettera aperta alle mamme di Arborea

di Manuela Pintus

Care mamme,

avete mai sentito nominare questi composti: idrogeno solforato, biossido di zolfo, idrocarburi incombusti, monossido di carbonio e ossidi di azoto ? 

Ogni ricercatore che lavora nel settore del risanamento ambientale conosce i probabili effetti di queste sostanze sulla salute umana e per l’impiego di molte esse in laboratorio corre l’obbligo di indossare dispositivi di protezione come mascherine e di impiegare cappe chimiche e filtri di aspirazione che ne evitano la respirazione.

Se volete evitare che i vostri bambini possano respirare a pieni polmoni questi composti, se vivete ad Arborea e non lo avete già fatto, allora care mamme dovrete rimboccarvi le maniche a partire da oggi stesso.

I composti chimici appena citati, insieme a molti altri, verranno liberati in atmosfera e nel sottusuolo se il Progetto Sargas, che prevede la realizzazione del pozzo Eleonora 01-Dir della profondità di 3.000 metri circa, incontrerà l’approvazione della Regione Autonoma della Sardegna nei prossimi mesi.

Solo pochi mesi fa, il 18 Aprile 2012, gli abitanti di Arborea hanno appreso dai giornali che la trivella è stata momentaneamente fermata per sottoporre ad una procedura di Valutazione di Impatto Ambientale il Progetto.

Questo primo tentativo di tutela del territorio e della salute di chi lo abita è stato reso possibile grazie all’impegno di centinaia di persone. Sono stati numerosi i cittadini, arboreini e non, che hanno voluto proteggere Arborea firmando la petizione che chiedeva la V.I.A. ed inviando al Servizio SAVI della Regione Sardegna delle email per richiedere che si evitasse questo intervento di trivellazione.

La società Saras non si è però arresa: il 19 Giugno 2012 ha incontrato la Commissione Ambiente della Provincia di Oristano dove, nel corso di un’audizione, ha illustrato il proprio Progetto e le presunte ricadute positive per il territorio.

Nella nostra terra, diversi anni fa, sono stati perforati quattro pozzi per la ricerca di idrocarburi ma, per fortuna, sono stati dichiarati sterili. La Sardegna è, al momento, una delle poche regioni che non ospita trivelle per estrazione di gas o petrolio.

Ma gli uomini Saras vogliono così bene a questa terra che vorrebbero farle dono di attività perforative individuando in un campo a pochi metri dallo Stagno di S’Ena Arrubia la porta di ingresso delle trivelle nel territorio isolano.

Pensate che nel corso dell’incontro con la Provincia di Oristano, i delegati Saras hanno sminuito l’importanza dell’impatto sul territorio, dichiarando che già altrove, in Italia, i pozzi per estrazione di gas sono presenti anche in aree agricole di pregio, in aree protette con le stesse tutele dello stagno di S’Ena Arrubia, a ridosso di lagune e zone turistiche e di parchi archeologici.

Dunque, dal loro punto di vista, perchè preoccuparsi?

Ci siamo chiesti se nel corso di questo incontro sono stati analizzati gli effetti di questi pozzi sulla salubrità dell’ambiente e delle persone, e ci siamo posti dei dubbi:

  • Si è parlato, nel corso dell’incontro, di pozzi estrattivi  a 300 metri da case in cui abitano bambini che ancora non hanno l’età per indossare il grembiule della scuola materna o il fiocco rosa della prima classe elementare?
  • Quale vita si dovrebbe difendere con maggiore forza dalla minaccia delle trivelle, se non proprio quella dei bambini, la più esposta e più fragile?

Care mamme di Arborea, saranno i vostri bambini, organismi tra i più delicati perchè in fase di accrescimento, ad essere maggiormente esposti ai rischi delle sostanze chimiche generate dalla perforazione del pozzo Eleonora-01 e dei pozzi che potrebbero seguire in un futuro non troppo lontano.

Avete mai sentito un pediatra consigliarvi di trascorrere coi vostri bimbi un periodo nei pressi di un sito di perforazione per ricerca di gas naturale? 

Se questi consigli non sono mai stati forniti da un medico di vostra conoscenza, se non vi verrebbe mai in mente di portare vostro figlio a vivere in un territorio dove potrebbe respirare ogni giorno  dell’idrogeno solforato, del biossido di zolfo, degli  idrocarburi incombusti, del monossido di carbonio e ossidi di azoto rilasciati in atmosfera dalle trivelle Saras allora dovete difendere i vostri i figli oggi.

Informatevi e mobilitatevi adesso, prima che l’istanza di Valutazione di Impatto Ambientale sia presentata in Regione dalla Saras.

Nelle prossime settimane il Comitato “No al Progetto Eleonora” organizzerà un incontro incentrato sul tema “La salute dei bambini nei territori che ospitano impianti industriali“.

L’invito è quello di partecipare all’incontro. Rinunciate a qualche ora di mare e affiancate il lavoro del comitato.

Potrebbero mancare davvero poche settimane o pochi mesi e nessun altro potrà farlo con maggiore forza di voi!

Il Comitato Civico continuerà a informarsi e informare, ma solo un più esteso coinvolgimento della popolazione renderà possibile la bocciatura del Progetto Eleonora.

Aiutate i vostri bambini a crescere sereni e gridate a gran voce insieme a tutti quelli che già lo stanno facendo: “Non vogliamo nessun pozzo. Nè qui, nè altrove!”

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2 risposte a “Lettera aperta alle mamme di Arborea

  1. Non dobbiamo permettere che questi individui vengano a deturpare il nostro territorio, a sconvolgere il nostro sottossuolo….abbiamo visto cosa succede in Emilia-Romagna, il sottosuolo e’ stato messo a dura prova da troppe trivellazioni…per questo ed altri motivi continuiamo la nostra battaglia contro il mostro SARAS…..NON VI VOGLIAMO!!!

  2. Pingback: Persone sane in un ambiente incontaminato | Comitato Civico "No al Progetto Eleonora"·

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